Il 26enne Stefano Trilli è il nuovo skiman del Gruppo Junior maschile di Massimo Carca. Se fosse stato un ragazzo altoatesino o comunque del puro ambiente alpino, la notizia sarebbe rimasta un po’ nascosta. Come una normale routine.
Ma Stefano è di Roccaraso, ultimamente allenatore del Sai Napoli. E avere un tecnico presente nel giro delle Nazionali, per il Centro Sud è tanta roba. Non sarà come aver vinto la Coppa Italia di Calcio, ma l’entusiasmo di tanti appassionati è più o meno quello.
Un motivo di orgoglio non indifferente: “E secondo te perché non ho dormito ieri notte?“. Stefano ieri era a bordo di un furgone per raggiungere lo Stelvio dopo un bel viaggetto di 830 km! Ci aveva detto: “Devo arrivare per le 15:00. Mi aspetta Max Carca. È lui che mio ha telefonato per propormi questa nuova avventura“.
Non ci hai pensato tanto…
Sei pazzo? Come ho messo giù il telefono ho iniziato a preparare la borsa!
Ti aspettavi questa proposta?
C’era qualcosa nell’aria a inizio anno, ma poi, con il problema Covid, era abbastanza sparita, per cui credevo non se ne parlasse proprio più. C’è da dire che già collaboravo col team. Monitoravo alcuni atleti nel club e riferivo ad Andrea Truddaiu che è il coordinatore del Centro Sud. Abbiamo fatto squadra in questi anni. Ma ora si è liberato un posto perché Bianchetti ha seguito i ragazzi in Coppa Europa. Il mio nome era lì e…
Ma sarai più skiman o più allenatore?
Assolutamente skiman. In pista ci sono altri allenatori, io darò solo una mano a supporto dello staff tecnico. Il team non funziona a compartimenti stagni. Se uno ha una competenza la mette a disposizione. Principalmente comunque sono lì per preparare gli sci ai ragazzi.
Dove hai imparato il mestiere?
Questo è un lavoro, diciamo, artigianale. Lo impari sul campo e con la lima in mano. Vuoi sapere quanti sci ho preparato in cinque anni con la categoria Giovani? Un numero incalcolabile! Dopodiché non si finisce mai di imparare e seguirò la mia naturale crescita.
Un lavoro di grande responsabilità…
Ed è l’aspetto che più mi piace e coinvolge. Insomma ho sempre cercato di costruire il mio futuro nel mondo dello sci, dunque questa opportunità è formidabile. Darò davvero il massimo di me stesso per essere all’altezza. Gli stimoli e le motivazioni di certo non mancano. Avrò a che fare con l’élite del mondo juniores. Avere come riferimento Carca poi…
Cosa ti attendi da questa avventura?
Sarà sicuramente un’esperienza di vita e un motivo di crescita fondamentale. Ho la possibilità, a testa bassa, di fare tanta esperienza. Sia tecnica che di gestione. Attingerò tutto il possibile dallo staff che è composto da ottimi professionisti, persone molto preparate.
Come ti rapporterai con i ragazzi?
Cercherò di aprire un rapporto personale con ognuno di loro. Credo sia un aspetto imprescindibile. Contribuirò nel mio piccolo, a fare gruppo, che poi credo sia indispensabile per generare e mantenere sempre alte le motivazioni.
Ieri era il primo di quanti giorni allo Stelvio?
Rimarremo fino al 30. Ma i programmi non li conosco ancora.
Ti sento abbastanza emozionato..
Altroché, ho ricevuto tantissimi messaggi e queste cose inorgogliscono. Poi sai, il calore dalla nostre parti è notevole! Però dico anche, stiamo calmi, sono solo uno skiman.
Stefano Trilli assieme al fratello Alfonso (sx) che è Istruttore Nazionale e… Formidabile!
In effetti Stefano non è tipo da esaltarsi come niente. Ce lo dice il fratello Alfonso, 29 anni, istruttore nazionale. “Stefano è l’esatto mio contrario. Io faccio amicizia anche con i sassi e non smetto mai di parlare. Lui interviene solo quando è necessario, ma quando dice qualcosa te lo ricordi. Colpisce ed è molto incisivo. Anche nelle amicizie. Diciamo che ha l’incredibile dono di andare d’accordo con tutti“.
Come avresti reagito al suo posto?
Minimo con una festa. Trillerhofer invece ha preparato la borsa ed è salito a bordo del suo furgone.
Trillerhofer?
È il suo soprannome. Come allenatore, negli ultimi anni, ha ottenuto ottimi risultati, allora gli amici hanno aggiunto al cognome un finale da altoatesino!