Questo pomeriggio se n’è andato Piero Lorati, simbolo della tecnica sciistica italiana nel mondo. Non sono parole di circostanza e chi ha avuto l’onore di conoscerlo sa che è una santa verità.
La sua storia è quella della Supertecnica gloriosa di Bosoni, di cui lui è stato un incredibile interprete e ambasciatore di una dinastia inimitabile di Istruttori nazionali guidati da Hubert Fink.
Ma Piero non è stato soltanto un ottimo sciatore, celebrato come paladimno della scuola italiana sci a tanti Interski. Ha fatto la storia del calzaturificio Tecnica dando le linee guida di una scarpa che poi ha spiccato il volo. Assieme, ai tempi, agli sci Völkl quando il P9 non aveva eguali.
Un uomo buono, capace di urlare sottovoce in quelle rare occasioni in cui perdeva la pazienza. Da anni si era ammalato, ma è sempre rimasto presente e vicino ai Suoi. Lo scorso maggio, in occasione del suo 83esimo compleanno avevamo raccontato la storia di quella famiglia. Perché il figlio Paolo e poi i nipoti Alessandro e Pietro, figli anche di Silvia che ha sempre adorato il povero Piero, hanno e stanno seguendo la stessa linea di Pietro. E questo è bellissimo.
Con la sua malattia ogni tanto si alzava dalla sedia per fare un giretto nella sua Pontedilegno. Gli amici lo riaccompagnavano poi a casa. Andava quasi sempre verso gli impianti di risalita… Ma questo non è il giorno dei ricordi (qui per chi vuole) ma solo di una preghiera per un uomo eccezionale.
Le condoglianze alla famiglia da parte di tutta la redazione di Sciare Se n’è andato Piero Lorati