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Slalom Saalbach: l’oro è di Camille Rast che batte Holdener. 13esima Della Mea

L’elvetica Camille Rast è la nuova campionessa mondiale di slalom. Sulla pista di Saalbach aveva messo in cassaforte il successo già nella prima manche chiusa con un grande vantaggio su tutte le altre. Nella seconda si è presa meno rischi tirando su il piede man mano che si avvicinava al traguardo. Tattica di gestione che le ha consentito di raggiungere  il trionfo, riportando così il titolo di slalom in Svizzera dopo 34 anni!

Wendy Holdener è d’argento, come nel 2017 a St. Moritz) per la terza volta in questo Mondiale. Non è partita a tutta ma poi ha capito che per prendere una medaglia avrebbe dovuto ingranare la quinta. Così ha iniziato a spingere come una dannata, prendendosi ogni rischio possibile e tenendo duro anche quando stava per compromettere la sua gara sul muro. Un’azione molto diversa, premiata col miglior tempo di manche, rispetto alla sua prima manche.

Anche Katharina Liensberger non è partita benissimo ma poi è riuscita a rimanere concentrata senza sbagliare e con una buona velocità si è messa al collo la medaglia di bronzo, altro regalo meritato allo straordinario pubblico di Saalbach.

Niente da fare per Michael Shiffrin che ha lasciato troppi decimi nella seconda parte di manche incapace di entrare nel ritmo. Ma alla luce dei fatti può essere considerato un ulteriore passo in avanti per affrontare l’ultima parte di stagione in grado di lottsre per il podio. aumentando la fiducia ha dichiarato do tornare a gareggiare anche in gigante, quindi dovremmo vederla al cancelletto di partenza al Sestriere.

Ancora una bella gara di Paula Moltzan, già bronzo in gigante, quindi libera dalla pressione. Ma per la terza volta in questo mondiale finisce quarta considerando la combinata e il team event, questa volta per soli 2 centesimi. rimane comunque il suo migliore risultato in stagione.

La seconda manche non ha mai smesso di creare emozioni con le atlete brave a mantenere la testa con la loro discesa. È stato così per Zrinka Ljutic (9a), poi superata da Lena Dürr (8a), Katharina Truppe (7a) e Andreja Slokar (6a) tutte a mantenere la posizione della prima manche.

Cos’ha buttato via, invece, ancora una volta Marta Rossetti! È incredibile come l’Azzurra non riesca mai a sfruttare fino in fondo il suo arsenale tecnico. È bastato perdere un istante la centralità per bloccare un’azione che per due terzi di gara si era rivelata favolosa. Taglia il traguardo ma, considerando il vantaggio di 8 decimi che aveva nei confronti di Chevrier , al comando fino a quel momento, finisce con un gap sulla francese di oltre il secondo.

E così’ dobbiamo parlare ancora di grandissimo potenziale ma non sfruttato. Undicesima dopo un’ottima prima manche conclude 15esima. Poi non possiamo dire che non ci abbia provato e non è l’unica a essere uscita, vedi Hector, Meillard, Holtmann e Nullmeyer.

Può essere soddisfatta della sua gara Lara Della Mea che ha interpretato al meglio la seconda manche, lasciando forse qualcosina nelle prime dieci porte. Poi ha trovato un buon ritmo uscendo con tanta velocità dalla tripla,

mantenendo la corretta posizione sul muro, anche se non è riuscita più a spingere. 19esima a meta gara risale di ben 6 posizioni entrando così nelle top 15  in 13esima piazza, suo obiettivo principale a inizio gara.

Finisce al 21esimo posto il primo mondiale della 18enne Giorgia Collomb, che non ha sfruttato al massimo la pista liscia nella seconda manche. Dopo una buona prima parte, si è un po’ addormentata nel ritmo nel settore centrale e nelle prime porte del muro con la tendenza ad arretrare ha limitato la velocità, per poi riprenderla nelle ultime 10 porte.

Non era qui per una medaglia ma per fare esperienza e l’obiettivo è stato raggiunto. 25esima dopo la prima manche, guadagna quattro posizioni.

La gara di Martina Peterlini è come se non fosse mai iniziata. Senza forze per l’influenza dei giorni scorsi non ha avuto alcuna chance di esibire il suo bagaglio tecnico. Conclude alle spalle di Collomb

La classifica dello slalom

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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