Tra la fine di aprile e i primi di maggio per molti campioni della Coppa del Mondo è finalmente tempo di vacanze, che per il 99% degli sciatori significano caldo e mare. E se qualcuno, come Lindsey Vonn, ha già dato (anche se per pochi giorni, nel lussuosissimo Sailrock Resort, isole Turks e Caicos, con il fidanzato Kenan), per altri il relax è appena iniziato. Alexis Pinturault ad esempio è partito il 16 aprile in compagnia di Romane Faraut, la storica fidanzata che a settembre diventerà sua moglie. La coppia francese si trova in questi giorni a Bali, tappa di passaggio prima di fare una crociera in Indonesia e chiudere fra i templi della Cambogia per quasi un mese di stacco totale dalle gare, gli allenamenti, gli impegni promozionali e la tipica routine di 11 mesi all’anno. Pinturault non ha chiuso la stagione come avrebbe voluto e alle finali di Aspen si è potuto consolare solo con la Coppa di combinata, mentre nel «suo» gigante ha dovuto accontentarsi del terzo posto finale dopo essere caduto nelle ultime due gare.
Ma in occasione di un incontro organizzato a Courchevel dal suo sponsor Richard Mille, marchio francese di orologi di lusso, Alexis si è mostrato molto sereno e ai selezionati giornalisti invitati nello splendido Hotel Annapurna di papà Claude ha parlato dei suoi obiettivi per il futuro. Racconteremo più nel dettaglio questa giornata nel primo numero della prossima stagione, intanto qualche anticipazione per chi, come voi che state leggendo, avrebbe già voglia di essere a ottobre al via della nuova stagione.
HIRSCHER: Le nostre sfide sono iniziate nel 2009 ai Mondiali juniores quando, a sorpresa, lo battei in gigante, anche se ero più giovane di due anni. Fra noi c’è rivalità, ma solo in pista. Non posso dire che siamo amici che si frequentano anche fuori dal mondo delle gare, ma se capita abbiamo molte cose di cui parlare ed è bello condividere con lui gli anni della mia carriera, anche se ovviamente lo spazio che lascia agli altri è ridotto. Ma onestamente preferisco gareggiare e magari perdere contro uno come lui che vincere più spesso ma senza avversari così forti. Il massimo naturalmente è vincere battendolo! Qualcuno dice che la prossima sarà la sua ultima stagione, ma io non ci credo. Marcel è bravo a bluffare e forse solo se vincerà l’oro olimpico penserà seriamente al ritiro.
STAGIONE: Ho fatto il contrario del solito, quando partivo piano e finivo forte. Le delusioni più forti le ho vissute ai Mondiali, l’oro a squadre non è certo bastato ad alleviarle. Dovrò senz’altro rivedere qualche dettaglio nella preparazione, curare di più certi particolari. Un anno fa avevo già fatto un cambiamento prendendo una casa in affitto a Innsbruck, per avere una base invernale più vicina al centro dell’azione, quest’anno farò lo stesso ma in zona Salisburgo e forse mi allenerò più spesso nel centro della Red Bull. Avrei bisogno di un allenatore personale che possa seguirmi nel lavoro fisico anche in inverno, sono l’unico della mia squadra che fa tutte le discipline e spesso i miei programmi sono diversi da quelli degli altri, anche perché da gennaio a marzo in Francia non ci torno mai.
PROGRAMMI: Ricomincerò ad allenarmi il 15 maggio, gli sci conto di rimetterli a fine luglio, un po’ più tardi del solito. Romane anche nella prossima stagione mi seguirà come addetta stampa, lo ha già fatto l’inverno scorso, è importante stare assieme, ma se lei non ha un ruolo specifico non sta bene, e la capisco. Credo nel lavoro di squadra, non vorrei avere un team personale e privato, mi piace confrontarmi con i compagni in allenamento, tanto più che in gigante siamo i più forti.
RICHARD MILLE: Collaboriamo da tre anni, sono orgoglioso di questo sponsor prestigioso che porto al polso in ogni momento della mia giornata e sì, anche in gara! Del resto, l’accordo è stato chiaro fin dall’inizio: a loro interessava un testimonial nel mondo dello sci per testare i prodotti, non per mostrare l’orologio sul podio o nelle foto dopo la gara. In gigante e slalom gareggio sempre con il mio modello RM 035 Ultimate (valore approssimativo 122mila euro, ndr) in carbonio, peso di appena 40 grammi. Prende delle belle botte, sicuro, ma è proprio per questo che lo porto. Mi è capitato due volte di dover riconsegnarlo con dei problemi, una si era staccato il cinturino e l’altra si era fermato il meccanismo, temevo si arrabbiassero e invece no, erano contenti del feedback. Tim Malachard, direttore vendite e marketing dell’azienda, conferma: «Il test al polso di Pinturault è estremo e gli eventuali problemi vanno analizzati e risolti per migliorare la resistenza del prodotto. E’ importante che i nostri clienti sappiano che possono usare un orologio Richard Mille in qualsiasi situazione, senza paura di romperlo. Ai nostri atleti chiediamo essenzialmente questo: usare l’orologio, testarlo, far vedere a tutti che si può sciare, giocare a golf, a tennis o guidare una Formula 1 con un Richard Mille al polso».
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