Un pugno scagliato contro i gonfiabili dell’arrivo la dicono tutta sulla rabbia in corpo di Dominik Paris che nella discesa iridata di Saalbach finisce nel peggior posto in classifica. Quel quarto posto che fa venire il mal di stomaco per come si è configurato.
L’oro dell’elvetico Franjo Vonn Allmen è il premio per un discesa epica, voluta e costruita con un’azione inimitabile. Su una neve con tanto grip per l’umento delle temperature, dove era conveniente essere “gentili”, Franjo ha preferito prenderla per le orecchie sbattendola a destra e a sinistra, facendo valere la sua straordinaria capacità di tenere altissima la velocità nonostante le numerose correzioni obbligate per non perdere troppo la linea.
Tutt’altra gara quella di Vincent Kriechmayr, pulito come non mai nonostante avesse il diavolo in corpo, scottato per quel quarto posto ottenuto in superG che proprio non gli era andato giù. Ha tenuto i nervi a posto mettendo sulla neve una prestazione fantastica, precisione chirurgica nei passaggi chiave, solo 24/100 più lenta di Von Allmen, ma 7 più veloce di Alexis Monney, altro atleta deluso per la prima gara finita fuori dal tracciato.
Una gara di altissimo livello, incerta fino alla fine. E purtroppo siamo ancora qui a recriminare per un risultato che poteva regalarci l terza gioia nel Mondiale di Saalbach. Non è accaduto perché, come in superG, Domme l’ha buttata via. Questa volta ha sbagliato completamente la traversa che ha voluto stringere come solo lui ha fatto, ritenendo fosse conveniente per tenere alta la velocità sul piano che seguiva. Il risultato si è rivelato apposto: oltre 4 decimi di ritardo limati poi dai migliori tempi negli ultimi 2 settori, ma solo per pochi spiccioli di centesimi.
Non c’è riuscito nemmeno Marco Odermatt che invece si è disunito nella seconda parte di gara pagando tantissimo al traguardo: +0,66 centesimi da Franjo, per il quinto posto, ottenuto davanti al norvegese Sejersted, il bronzo del superG che per il primo tratto della discesa è stato d’oro!
Ma dinnanzi alla squadra elvetica c’è davvero poco da fare: tre nei primi 5, 4 nei primi 8!
e se si vuole, 5 nei primi 12!
Sicuramente tanta delusione avrò in corpo Mattia Casse che ha commesso lo stesso errore di interpretazione assunto nel superG. meglio di lui ha fatto Florian Schieder che ha perso gran parte del suo +1″64 negli ultimi due settori. L’ultima carta da giocare era nelle mani di Giovanni Franzoni ma il giovane bresciano ha voluto badare troppo alle linee a discapito della velocità che una neve con così tanto grip non gli ha regalato. +1″81 il suo ritardo.
È anche il successo di Head che dopo la doppietta della discesa femminile di Atomi di ieri, si rifà vincendo oro e argento!
In aggiornamento
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