La 29enne statunitense Breezy Johnson conquista la medaglia d’oro nella discesa libera ai Mondiali di Saalbach. Non è una sorpresa perché su una pista priva di curve chiuse e dove era d’obbligo possedere l’innato dono della scorrevolezza, Breezy era sicuramente tra le favorite, come fatto vedere nelle prove.
Scesa per prima è rimasta sulla poltroncina della leder fino all’ultima atleta, la canadese Cassidy Gray, 33esima a partire. Solo 15 i centesimi sull’austriaca Mirjam Puchner che, dopo essersi guadagnata il posto con le qualifiche interne, regala il terzo argento al suo paese, mentre Ester Ledecka sorride per un bronzo forse insperato, che arriva con 21/100 di gap su Breezy ma 13/100 di vantaggio su Cornelia Hütter.
Due Atomic ai primi due posti è un particolare rilevante. Non passa nemmeno inosservato come le medaglie iridate non è che in Coppa avessero spaccato come in questo appuntamento. Breezy si era fatta vedere solo a Garmisch finendo quarta, poi mai nelle dieci. Puchner decima a Cortina come migliore risultato e solo Ledecka ha messo il piede sul podio col 3° posto di St. Anton, poi mai nelle top 5.
Detto questo in Casa Italia la delusione è cocente.
Solo Nicol Delago, ottava, trova i motivi per sorridere: “Non posso che essere soddisfatta perché sono in salita di rendimento, dopo l’infortunio di settembre. Mi sono divertita!”.
Federica Brignone, Sofia Goggia e Laura Pirovano non sono di fatto mai state in gara. L’argento del superG è nona a +1″19, Sofia 15esima a +1″97, Laura 12esima.
Il primo indizio sulla bella prestazione di Breezy Johnson arriva quando la tedesca Kira Weidle conclude la sua gara a +1”64 senza ave commesso particolari errori.
Il secondo arriva con il tempo di Nicol Delago, forse la nostra velocista con maggiori doti di scorrevolezza: +0,76, anche se la gardenese ha macchiato la sua gara con qualche linea troppo abbondante, dopo i primi 25 secondi di ottima fattura.
Ma poi tutto diventa prova quando Ester Ledecka che arriva ad avere fino a mezzo secondo di vantaggio a metà pista e a 4 decimi alle porte dello schuss, conclude a 21/100 seppur a causa di una linea troppo abbondante nella curva finale.
Se questa è stata definita una pista per “slittone” Ilka Stuhec non ha sfruttato le sue caratteristiche di scorrevolezza finendo fuori dai premi quasi subito a +1”31 da Breezy.
Cornelia Huetter le è stata davanti con 46/100 al secondo rilevamento, poi ha pian piano perduto il vantaggio sceso a -34 per poi andare in rosso a +0,12 col tempo finale piò alto di 34/100 sull’americana. Ma anche lei ha sbagliato nell’ultima virata che decide di affrontare in posizione con il risultato negativo di derapare brutalmente con molto attrito.
Niente da fare anche per Lara Gut-Behrami che dopo aver superato il 4° settore con un gap di 46/100, perde lo sci interno, finisce in rotazione e mette a rischio le giunture del ginocchio, finendo fuori pista pur senza cadere.
E allora ci prova Mirjam Puchner che fa sognare il foltissimo pubblico fino al minuto di gara. Poi anche lei perde nell’ultimo terzo di gara dove Breezy è stata fenomenale: con + 15 centesimi si pone al secondo posto provvisorio davanti a Ledecka. Situazione che non cambierà più, ance se Lauren Macuga ci ha provato fino alla fine, finendo però quinta a 38/100. Piò alto il ritardo, invece, di Stephanie Venier, oro nel superG, ottava a 99/100.
La norvegese Kajsa Vickhoff Lie era sicuramente tra le favorite per l’oro ma la norvegese è solo l’ombra rispetto all’atleta vista in coppa del mondo e scopare nelle parti basse della classifica.
La palla passa nelle mani di Corinne Suter. Anche la velocista elvetica è davanti a Johnson nella prima parte, poi, come le altre, non riesce a tenere il passo dell’americana e con +0,62 è fuori dalle medaglie. Settimo posto, superata al quinto da Lauren Macuga e nel finle anche dalla tedesca Emma Aicher. Tocca al trittico Azzurro, Goggia, Pirovano, Brignone.
La prima carta non finisce bene: Sofia, 16esima, conclude a quasi due secondi perché subisce quasi tutte le onde della Ulli Maier con una pericolosa spigolata all’atterraggio dall’ultimo salto che per fortuna non ha conseguenze. Evidentemente parte di questo risultato negativo è da addebitare alla botta al ginocchio rimediata ieri quando era caduta in prova.
Laura Pirovano non cambia il suo trend, già manifestato nelle prove ed anche lei incassa +1”69: senza curve la trentina aveva poche chance. Rimane l’ultimo jolly, Federica Brignone, ma anche l’argento del superG nonché leader di specialità in Coppa del Mondo, non trova soddisfazione su una pista davvero atipica: +1”19 vale “solo” il decimo posto: “Qualche parte non mi è venuta come avrei voluto. Sono stata morbida ma non ho avvertito delle belle sensazioni. Forse per questo non sono stata così scorrevole. Peccato perché avevo l’atteggiamento giusto, anche se non era proprio la mia pista“. E in effetti, anche se avesse fatto tutto perfetto, la medaglia non sarebbe mai arrivata!
Per Breezy si tratta di una doppia vittoria personale anche se non ha mai voluto rispondere alle accuse, quando fu squalificata per non aver osservato le norme antidoping. Non è stata mai “presa” con le mani nel sacco ma si è sempre sottratta a ben tre controlli, motivo per cui ha subito la squalifica di 14 mesi. Per questo motivo si era auto sospesa evitando di presentarsi in gara. Si è rivista questa stagione culminata con questa sua splendida giornata, che mai aveva vissuto nemmeno in Coppa del Mondo. Probabilmente non ha mai preso nemmeno un’Aspirina, ma quando si verificano situazioni come queste il punto interrogativo non si può cancellare.
Il penultimo pericolo poteva arrivare da Lindsey Vonn ma anche l’americana ha pagato 1″96, ponendosi appena davanti a Sofia. Ha fstto tenere il fiato sospeso alle tre medaglie l tedesca Emma Aicher che p stata anche davanti a metà percorso. poi anche lei h ceduto quasi 5 decimi cogliendo la sesta piazza.
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