Dopo i primi 30 – L’austriaco Marcel Hirscher comanda la prima manche dello slalom gigante di Adelboden davanti all’americano Ted Ligety per 7 centesimi e al nostro super Max Bardone a +33. Un tracciato difficilissimo quello della Chuenisbaergli, ghiacciatissimo nel primo muro di marmo nella parte finale. Marcel si è imposto con una sciata di potenza che è stata più forte del ghiaccio, mentre Ted Ligety, alle sue spalle per soli 7 centesimi, ha preferito la leggerezza e sulla schiena d’asino del finale si è preso un anticipo geniale per prendere la lunga che preannuncia il muro verticale conclusivo con una linea perfetta. Max ha usato l’istinto e l’esperienza e sulle porte conclusive è stato il migliore recuperando 4 decimi perduti a metà gara.
Tra loro e gli altri un abisso: Cyprien Richard è quarto a 93 centesimi, Kjetil Jansrud è quinto addirittura a 1"61. L’unico che ha avvicinato il tris di testa per tutto il percorso è stato il tedesco Fritz Dopfer sempre davanti fino a tre porte dal traguardo quando non è più riuscito a tenere la linea fin quando è stato rimbalzato vicino alle reti. C’è anche Davide Simoncelli, tredicesimo a +1,86, migliore di Blardo fino al secondo intermedio, poi si è dovuto arrendere alla fatica e ha dovuto smettere di attaccare. Ottimo atteggiamento, comunque, perché chi ha voluto essere troppo spregiudicato, come il francesino Pinturault, ha commesso errori gravi. Didier Cuche ha incantato, partito col 17 si è infilato in ottava posizione, dando il massimo sul muro finale, facendosi beffa della fatica. In quel tratto Benni Raich ha usato la formula Simoncelli, mettendo gli sci di traverso che hanno ben derapato sul vetro, senza perdere linea, col risultato di tagliare il traguardo in sesta posizione. A dire il vero era quinto, ma subito dopo la sua discesa si è presentato in pista il francese Steve Missillier capace di concludere alle spalle di Max Blardone a +71 da Hirscher. Gli altri azzurri: Giovanni Borsotti può mangiarsi le mani, perché perdeva solo 4 decismi al secondo intermedio, poi si è inclinato eccessivamente ed ha rischiato di uscire. Con la velcoità di un gatto si è rimesso in piedi tagliando il traguardo a 1"93 in quindicesima posizione. Meno plastico è stato Manfred Moelgg, 22esimo. Seconda manche alle 13:30
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