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Gigante Sestriere: è sempre sfida tra Robinson e Brignone che insegue a 19/100

Nel primo dei due giganti di Sestriere, si rinnova la sfida già vista ai Mondiali di Saalbach tra Alice Robinson e Federica Brignone. L’azzurra ha passato la sosta tra il campionato iridato e la ripresa della Coppa, a letto per colpa dell’influenza. È si è visto al traguardo, quando Federica ci ha messo un bel po’ a riprendere il fiato. Fortunatamente la sua sciata è così brillante che la neozelandese è sì davanti ma con soli 19 centesimi di vantaggio.

Tra loro e il resto del gruppo c’è un abisso: Paula Moltzan, bronzo a Saalbach, è terza a 83/100 da Alice, a 64/100m da Fede, mentre Sara Hector si trova ai piedi del podio virtuale a +1″03, 4/100 meglio di Thea Louise Stjernesund.

In credibile l’uscita di scena di Lara Gut Behrami che perde il tempo nelle porte finali e non riesce a rimanere nel tracciato. Un out che potrebbe risultare significativo per la classifica generali, comandata dalla nostra tigre.

Su un tracciato abbastanza vario, con un falsopiano nella parte iniziale e quello conclusivo anticipato dal muretto dove bisognava esprimere un’azione continua per ottenere la massima velocità fino al traguardo.

In questo tratto le due di testa hanno fatto la differenza. 24/100 meglio Alice rispetto a Federica anche se hanno dimostrato di avere una tecnica molto differenza: più morbida Brignone, più di potenza Robinson che ha grattato leggermente in un paio di porte sul ripido.

La classifica riprende con la croata Zrinka Ljutic al sesto posto  a +1″33, seguita dalla canadese Britt Richardson a +1″58, la statunitense O Brien+ a +1″60 e Lara Colturi nona a +1″65 appena davanti a Camille Rast, decima a +1″76.

Bello rivedere in pista tra le porte larghe Mikaela Shiffrin che scende solo per ritrovare feeling con la specialità. Molto cauta ha accusato un ritardo di quasi 3 secondi.

Non molto performanti in questa run d’apertura Sofia Goggia, già in forte ritardo nella prima parte: con +2″10 si trova a metà classifica, 26/100 più veloce di Marta Bassino, anche lei non sempre abile di tenere lo spigolo pulito nel taglio.

Non ci sono stati inserimenti dalle retrovie se non quello della canadese Britt Richardson, bravissima a infilarsi al settimo posto.

È di +3″03 il distacco di Asja Zenere ma l’ampio distacco le assicura comunque la presenza nella seconda manche. Esce invece nel finale Elisa Platino quando perdeva poco più di 3 secondi. Fuori dalle 30 Ilaria Ghisalberti che chiude a +4″01 e Lara Della Mea +4″56. Brutta caduta, ma niente di grave, nel finale per Roberta Melesi quando stava per andarsi a prendere una probabile qualifica. Nello stesso punto escono anche Sophie Mathiou e Alessia Guerinoni mentre supera quel dosso che ha messo fuori gioco tante atlete Giorgia Collomb ma il tempo è troppo alto: +5″31

la classifica della prima manche

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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