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Gigante Saalbach: De Aliprandini c’è, 6° dietro a norvegesi e svizzeri

Luca De Aliprandini con un’ottima prima manche, tiene vive le speranze di una medaglia. È appeno dietro ai due paesi dominanti della specialità, naturalmente norvegesi e svizzeri e al migliore austriaco, quel Raphael Haaser già argento nel superG, in evidente eccezionale stato di forma.

Comanda Timon Haugan, autore della sua miglior prestazione stagionale tra le porte larghe su un tracciato privo di particolari difficoltà, ma lungo e quindi stancante. Il terreno ha tenuto bene nonostante la nevicata notturna, ma gli addetti sono riusciti a pulire per bene la linea garantendo buoni appoggi agli atleti. Loic Meillard lo insegue a soli 2 centesimi mentre Marco Odermatt, che qui uscì alle finali della passata stagione nell’unico gigante non vinto, ha lasciato 24/100 nella parte finale, mentre Alexander Steen Olsen ha recuperato nelle ultime porte le imperfezioni commesse nella parte centrale contenendo il gap a 45/100.

Luca De Aliprandini è lì, alle spalle di Haaser, che ha 1 centesimo in meno di lui, a 63/100 da Haugan, assieme a Thomas Tumler, quindi a 39/00 dal bronzo virtuale. Non precisissimo nella parte iniziale dove accumula quasi 4 decimi di ritardo, ha poi trovato il giusto ritmo fino al traguardo sciando con precisione, leggerezza, ma rapido a cambiare per creare velocità.

Non una manche straordinaria, ma intelligente. Quella che non è riuscito a fare Alex Vinatzer, 21esimo, troppo delicato nella sua azione poco produttiva: +2”13 il suo ritardo.

Sembrava lanciato verso una prova da medaglia Filippo Della Vite ma quando il passivo, a meta percorso, era appena di 3 decimi, si è inclinato all’indietro su una lunga finendo nella neve fresca, e quindi buttando letteralmente via la gara: 3 secondi il ritardo. 28esimo, non ha alcuna possibilità di vincere una medaglia, ma partendo col 3 nella seconda, può dimostrare che gli errori nello sci possono sempre capitare, ma le capacità di competere coi migliori le ha.

Meglio Giovanni Franzoni che si pone in 24esima piazza a +2″75. L’obiettivo è entrare nei 15 anche se occorrerà una vera impresa.

La lotta per le medaglie rimane aperta anche Marco Schwarz, ottavo a +0,87, a Henrik Kristoffersen +0,88 e a Thibaut Favrot, decimo a 99/100. Con tutta questa qualità davanti, il ritardo di River Radamus, 11esimo a +1”02 sembra incolmabile. Così come sarà durissima per Zubcic 8+1”13), Kranjec (8+1”21) e Verdu (+1”33).

La classifica della prima manche

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Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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