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Discesa Saalbach, sorride solo Nicol: “Sto recuperando il feeling”

Dopo la discesa iridata di Saalbach, pochi sorrisi sui volti delle Azzurre tranne su quello di Nicol Delago, ottava: “Sono molto soddisfatta, sono in crescendo di condizione dopo l’infortunio di settembre. Oggi mi sono divertita davvero tanto, mi sono sentita bene e spero di continuare così. La pista è piena di dossi e mi sono sentito a mio agio, era necessario lasciar correre lo sci nel tratto centrale e trovare nuove sensazioni dopo il terzo posto dell’anno scorso. Naturalmente oggi contavano solo medaglie, ma per me sono importanti anche la mia percezione ed il mio feeling e sono molto soddisfatta di quelli”.

Decima Brignone:In alcuni punti non ho sciato esattamente come avrei voluto. Ho cercato di essere più morbida possibile, in alcuni punti non sono stata scorrevole come avrei voluto.

Ci ho provato, ho avuto l’atteggiamento giusto, sapevo che non sarebbe stata la mia discesa e ho fatto quello che potevo. Non so cosa avrei potuto fare più di così.

Ora la testa va al gigante. Ho bisogno di un po’ di riposo e non farò la combinata. È stato un mese ricco di velocità, ora ho bisogno di qualche curva in gigante”.

Queste invece le parole di Sofia Goggia:Sapevo già nei giorni scorsi che sarebbe stata una discesa molto difficile per me. Allo stesso tempo credo che per essere completi bisogna saper fare tutto bene: questa pista è ideale per le scivolatrici, io sono un po’ più tecnica. In realtà oggi non ho mai sentito il giusto feeling, sin dalla prima porta.

È una pista che non perdona il minimo errore ed invece non ne ho imbroccata una. Ho avuto un feeling così pessimo che ho sbagliato anche le uniche due curve tecniche in cui potevo provare a fare qualcosa.
Se nel superG avevo tanto rammarico e rabbia sapendo di aver buttato via qualcosa di importante, oggi c’è molto meno ramamrico. Ora guardo con fiducia al gigante e forse alla combinata, decideremo nei prossimi giorni, potrebbe essere un’occasione per capire ancora meglio pista e set up”.

Non posso non essere contenta – confessa invece Pirovanorispetto alle prove sono riuscita a dare qual qualcosa in più e sono certa di aver dato il tutto, non ho rimpianti. E’ una pista in cui fatico ad andare veloce pur sapendo cosa devo fare, so che ci sono aspetti su cui devo lavorare e mi concentrerò lì per migliorare”.

About the author

Marco Di Marco

Nasce a Milano tre anni addietro il primo numero di Sciare (1 dicembre 1966). A sette anni il padre Massimo (fondatore di Sciare) lo porta a vedere i Campionati Italiani di sci alpino. C’era tutta la Valanga Azzurra. Torna a casa e decide che non c’è niente di più bello dello sci. A 14 anni fa il fattorino per la redazione, a 16 si occupa di una rubrica dedicata agli adesivi, a 19 entra in redazione, a 21 fa lo slalom tra l’attrezzatura e la Coppa del Mondo. Nel 1987 inventa la Guida Tecnica all’Acquisto, nel 1988 la rivista OnBoard di snowboard. Nel 1997 crea il sito www.sciaremag.it, nel 1998 assieme a Giulio Rossi dà vita alla Fis Carving Cup. Dopo 8 Mondiali e 5 Olimpiadi, nel 2001 diventa Direttore della Rivista, ruolo che riveste anche oggi. Il Collegio dei maestri di sci del Veneto lo ha nominato Maestro di Sci ad Honorem (ottobre ’23).

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