DH Bormio: Kriechmayr si prende la Stelvio, Casse è sesto.
Aspetti Kilde, aspetti Odermatt, aspetti Paris ma la Stelvio questa volta è dell’austriaco Vincent Kriechmayr che probabilmente porta a termine una delle sue migliori gare della sua brillantissima carriera dove risaltano altre 13 vittorie (6 discese e 7 Superg). Su una Stelvio in splendida forma, quindi micidiale, ghiacciata e taglia-muscoli, Vincent ha indovinato le traiettorie migliori nei punti cruciali della pista, dove uno degli obiettivi principali è portare al traguardo gli sci! D’altra parte sui terreni così marmorei ha davvero pochissimi rivali.
Sono ben 4 i decimi di vantaggio su un altrettanto straordinario canadese James Crawford che ha sciato in maniera totalmente diversa dal vincitore. Della serie, chi se ne frega delle linee più dirette, meglio far andare gli sci più veloci possibile. E sinceramente, dopo averle azzeccate tutte, sembrava davvero difficile che qualcuno potesse batterlo. Aleksander Aamodt Kilde non ha mai impensierito quei due davanti, e i 68/100 di disavanzo lo testimoniano. Una pista stregata la Stelvio per l’asso norvegese, dove non è mai riuscito a vincere. Una bella batosta l’ha presa anche Marco Odermatt: qui la precisione delle linee contano relativamente perché è un attimo perdere velocità. Così il fenomeno elvetico si deve accontentare della quarta piazza ma il distacco di +1″46 è in solito per uno come lui.
Mattia Casse coglie un ottimo nono posto ma rivedendo la sua gara sicuramente avrà qualcosa da rimproverarsi. Non è stato perfetto nella parte centrale, ma se arrivi tra i migliori su questa pista significa che sarai protagonista anche su tutte le prossime piste. È un Mattia diverso quello di quest’anno. “Un’altra gara solida là davanti, sto sciando bene e mi sento altrettanto bene. Una gara difficile, direi strana e pensavo un po’ meglio. I primi tre hanno fatto una differenza incredibile. Nella parte centrale faccio sempre un po’ fatica ma sopra e sotto, dai, sono andato forte“.
È la legge della Stelvio che non perdona niente, tanto meno le imperfezioni di Dominik Paris, la sua pista, il suo regno. Invece il campione della Val d’Ultimo con un ritardo di +2″29 è decimo. Certo, meglio delle prime uscite, ma è ancora ben distante dal Domme che conosciamo.
Du buono c’è che quasi tutti i nostri sono entrati nei primi 30. Bravissimo Florian Schieder 13esimo col pettorale 45 il che suona come un ulteriore segnale di grande crescita. Matteo Marsaglia è 20esimo, Innerhofer 22esimo, Pietro Zazzi 25esimo, Giovanni Franzoni 26esimo e Nicolò Molteni 31esimo.
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